poesie

CENTO POESIE D’AMORE A LADY HAWKE
MICHELE MARI

Ti cercherò sempre
sperando di non trovarti mai
mi hai detto all’ultimo congedo
Non ti cercherò mai
sperando sempre di trovarti
ti ho risposto
Al momento l’arguzia speculare
fu sublime
ma ogni giorno che passa
si rinsalda in me
un unico commento
ed il commento dice
due imbecilli.

***

Tu non ricordi
ma in un tempo
così lontano che non sembra stato
ci siamo dondolati
su un’altalena sola
Che non finisse mai quel dondolio
fu l’unica preghiera in senso stretto
che in tutta la mia vita
io abbia levato al cielo
_
da Cento poesie d’amore, Einaudi


CONGEDO
BILLY COLLINS

Esci, libretto,
da questa casa e vai per il mondo,
carrozza di carta che procedi per la città
trasportando un solo passeggero
fuori dalla portata di questa penna tremolante,
lontano dalla scrivania e dalla sua lampada inquisitoria.
È tempo di levare le tende,
mettersi addosso una copertina e avventurarsi là fuori,
è tempo che altri occhi ti guardino
che, così rilegato, mani straniere ti stringano.
E allora andate, infanti della mente,
con un saluto e qualche piccolo paterno consiglio:
state fuori fino e quando vi pare,
non preoccupatevi di scrivere o chiamare,
e parlate a quanti più sconosciuti potete.
_
Balistica, Fazi, 2011, a cura di F. Nas


AUTORITRATTO
CRISTINA ALZIATI

Lungo tutto l’inverno
ho spezzato i rami all’alloro
ho reciso i nudi steli della rosa
divelto fra le crepe dell’argilla
ogni verzura. Ma durano radici
sotto terra, e mostruosi a febbraio
spaccano il suolo germogli.
Io ora ho sonno per sempre.
Dunque alzati, Lazzaro, per un’ultima volta.
Per un’ultima volta sparisci
_
Quarantanove poesie e altri disturbi, Marcos Y Marcos, 2023


WHEN I GROW UP I WANT TO BE A LIST OF FURTHER POSSIBILITIES
CHEN CHEN

To be a good
ex/current friend for R. To be one last
inspired way to get back at R. To be relationship
advice for L. To be advice
for my mother. To be a more comfortable
hospital bed for my mother. To be
no more hospital beds. To be, in my spare time,
America for my uncle, who wants to be China
for me. To be a country of trafficless roads
& a sports car for my aunt, who likes to go
fast. To be a cyclone
of laughter when my parents say
their new coworker is like that, they can tell
because he wears pink socks, see, you don’t, so you can’t,
can’t be one of them. To be the one
my parents raised me to be—
a season from the planet
of planet-sized storms.
To be a backpack of PB&J & every
thing I know, for my brothers, who are becoming
their own storms. To be, for me, nobody,
homebody, body in bed watching TV. To go 2D
& be a painting, an amateur’s hilltop & stars,
simple decoration for the new apartment
with you. To be close, J.,
to everything that is close to you—
blue blanket, red cup, green shoes
with pink laces.
To be the blue & the red.
The green, the hot pink.

DA GRANDE VOGLIO ESSERE UNA LISTA DI ULTERIORI POSSIBILITÀ

Essere un bravo
ex / buon amico per R. Essere un ultimo
modo ispirato di vendicarmi di R. Essere consulenza
di coppia per L. Essere consiglio
per mia madre. Essere letto d’ospedale
più confortevole per mia madre. Non più
essere letto d’ospedale. Essere, nel tempo libero,
America per mio zio che vuole essere Cina
per me. Essere Paese di strade senza traffico
& macchina sportiva per mia zia, che ama
andare veloce. Essere un ciclone
di risate quando i miei genitori dicono
che il loro nuovo collega è così, si capisce
perché indossa calzini rosa e, vedi, tu no, quindi
non puoi essere uno di loro. Essere la persona
che i miei genitori mi hanno insegnato a essere–
una stagione dal pianeta
dei temporali a grandezza-pianeta.
Essere uno zaino di sandwich al burro d’arachidi & di tutte
le cose che so, per i miei fratelli che stanno diventando
temporali in sé stessi. Essere, per me, nessuno,
casalingo, corpo a letto che guarda la tele. Diventare 2D
& essere quadro, la collina e stelle di un amatore,
semplice decorazione per il nuovo appartamento
con te. Essere vicino, J.,
ad ogni cosa che ti è vicina:
coperta azzurra, tazza rossa, scarpe verdi
con lacci rosa.
Essere il blu & il rosso.
Il verde, il rosa shocking.
_
da When I Grow Up I Want to Be a List of Further Possibilities. Traduzione di Anna Aresi


L’AMORE
LUIS GARCÌA MONTERO

Le parole son barche
a perdersi così, di bocca in bocca,
come di nebbia in nebbia.
Portan le loro merci fra le conversazioni
senza trovare un porto,
la notte che a loro pesi come un’àncora.
Devono abituarsi ad invecchiare
e a vivere pazienti come legno
consumato dalle onde,
via via scomporsi, danneggiarsi pian piano,
fino a che alla cantina abituale
giunga il mare a sommergerle.
Perché la vita va nelle parole
come il mare in una barca,
ricopre di tempo il nome delle cose
e porta alla radice d’un aggettivo
il cielo d’una data,
il balcone d’una casa,
la luce d’una città riflessa in un fiume.
Per questo, nebbia a nebbia,
quando l’amore invade le parole,
batte alle sue pareti, marca in esse
i segni d’una storia personale
e lascia nel passato dei vocabolari
sensazioni di freddo e di caldo,
notti che sono notte,
mari che sono il mare,
passeggiate solitarie con estendersi di frasi
e treni fermi e canzoni.
Se l’amore, come tutto, è questione di parole,
avvicinarmi al tuo corpo è stato creare una lingua.
_
Poesia spagnola del secondo novecento Vallecchi, 2008, trad. F. Lut


POESIA N. 54
TAHAR BEN JELLOUN

Distruggere
Là e la loro vittoria:
Mausolei e marabutti
Stele ed epitaffi
Statue e ceramiche
Calpestare i morti
Cavar loro gli occhi
Rinnegare la memoria
Cancellare i secoli
Mostrare teste mozzate
Sono questi
I trofei della nuova barbarie
Annientare ‘istinto di vita e primavera
Mettere a fuoco l’umanità distrutta
Essi avanzano
Con l’alito fetido della crassa crudeltà
Sotto i loro sandali non cresce l’erba
Il sangue degli innocenti
È la loro religione.


SPADA
ANGELO SCANDURRA

Verrò da te.
Impugnerò la spada della libertà…
Legherò tigri alla prigione-vita,
libererò i fantasmi che la mano della reputazione
ha schiacciato nei ventri.
Ordineremo canzoni disperate
per spezzare lo sguardo alle streghe.
Non potranno darci la vita né la morte…
Ci faremo crocifiggere sul monte
per salvare la speranza,
per infrangere le ossa alle stagioni,
per nascere e morire nella stessa ora.
Amore, vieni, corri. Non ci sarà un altro giorno.
_
da Proposta per incorniciare il vuoto


AGOSTO
FEDRICO GARCIA LORCA

Controluce a un tramonto
Di pesca e zucchero.
E il sole all’interno del vespro,
come il nocciolo di un frutto.
La pannocchia serba intatto
Il suo riso giallo duro.
Agosto.
I bambini mangiano
Pane scuro e saporita luna.


* * *
LINO ANGIULI 

Io e il sudore di mio padre
siamo nati al sud
figlio dell’arsura e di un ulivo
il nostro amore di cavalli selvaggi
la nostra cantilena
sanno di fuoco e di argilla
come questa terra che non può dormire
per averci venduto alla febbre del sole

povero sud (voce del verbo sudare)
così stanco di sudare pregare aspettare
così stanco di essere sud

(…)

Ma ogni sud che compra e paga la speranza
che importa se il sole si alza
dietro la pena di un ficodindia spellato
per affrontare tra i lunghi pensieri
tristi dell’ulivo
che importa se l’albero
ancora si piega a pensare la pioggia
porgendosi verso ombre e sogni di rugiada

Devo restarmene qui
a costo d’essere cicala inchiodata al tronco
che asciuga cantando la sua morte
al sole.
_
Stralci da Devo restare nel sud


* * *
RABINDRANATH TAGORE

“Vita della mia vita,
sempre cercherò di conservare
puro il mio corpo,
sapendo che la tua carezza vivente
mi sfiora tutte le membra.

Sempre cercherò di allontanare
ogni falsità dai miei pensieri,
sapendo che tu sei la verità
che nella mente
mi ha acceso la luce della ragione.

Sempre cercherò di scacciare
ogni malvagità dal mio cuore,
e farvi fiorire l’amore,
sapendo che hai la tua dimora
nel più profondo del cuore.

E sempre cercherò nelle mie azioni
di rivelare te,
sapendo che è il tuo potere
che mi dà la forza di agire.


* * *
PATRIZIA VALDUGA

Donna bambina ma di troppe brame
o donna di dolori e di buriane,
sempre presa da trippe e budellame,
non so uscire dal buio stamane,

dal cavo della mia notte catrame,
tra geli duri e colpi di caldane,
e sollevarmi e via con voglie grame
fingendo quieti, cose lievi e piane,
per i giorni di guerra e bulicame
e per predar le prede piene e vane,
e a vedere come senza esche o trame
poco lega l’amoroso legame…
Oh cuore che mi caschi! Che rimane?
un annientato niente. E ho anche fame.
_
Da Medicamenta e altri medicamenta


* * *
GINEVRA LILLI

Prima la mia vergogna
e dopo il mio viso.
Prima la mia paura
e dopo i miei occhi.
Prima la mia fame
e dopo la mia bocca.
Prima il mio bisogno d’amore
e dopo il mio cuore.
È così che cammino verso te
come un gambero.
_
da Magari martedì

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