teatro e musica

a cura di FILIPPO SENATORE

Già direttore responsabile di Lettera ai Compagni, periodico fondato da Ferruccio Parri nel 1969.

Correttore, archivista e bibliotecario al Corriere della Sera, dal 2003 collabora come giornalista per diversi dorsi della testata e con Giovanni Russo al volume Nella Terra Estrema, Rubbettino 2013.

Ha scritto una nota biografica di Carlo Ludovico Ragghianti per il libro di Vittorio Cimiotta La rivoluzione etica, Mursia 2013.

Ha pubblicato poesie e prose, fra queste:
Noi e i ragazzi del Portnoy, Eliodor, 2007
Pandosia, Manni, 2009

Cantiere Expo, Biblioteca Albatros, 2015
La leggenda del santo correttore, Biblioteca Albatros, 2019
Hotel Terlinck 1936 con Sabina Mignoli, Libertates Libri, 2021  

Docente di Bel Canto alla Società Umanitaria di Milano, ha tenuto seminari di Storia Contemporanea al Circolo Filologico di Milano.

teatro e musica
Vanessa e le altre 

Nel mondo dello spettacolo, del cinema e del teatro ci sono e ci sono state adesioni alla causa palestinese soprattutto dopo l’inizio del genocidio a Gaza. Sostegno molto spesso invisibile e non dichiarato per paura di ritorsioni da parte della cupola sionista che negli Stati Uniti aveva dalla fine degli anni ’60 come scherano il movimento estremista Jdl.

L’attrice inglese Vanessa Redgrave premio Oscar 1978, migliore attrice non protagonista per il film Julia di Fred Zinnemann, che rievocava i crimini nazisti durante la Ultima Guerra, fu oggetto di minacce e intimidazioni. Il motivo era che pochi mesi prima la Redgrave aveva prodotto e interpretato il documentario The Palestinian, incentrato sulla causa del popolo palestinese. Lei non ebbe alcun timore di denunciare gli estremisti durante la premiazione.

Ovviamente fu accusata antisemitismo e travolta da attacchi indicibili. Mesi dopo nel 1979, una bomba esplose nel cinema Doheny Plaza di Los Angeles, dove doveva essere proiettato The Palestinian. L’attentato fu rivendicato appunto dalla Jdl Jewish Defense League.

Sporadicamente dopo il 7 ottobre abbiamo sentito dichiarazioni isolate a favore della causa palestinese. Jeremy Irons recentemente ha recitato nel film Palestine ’36, boicottato dalla distribuzione e non ancora arrivato nelle sale dei cinema italiani.

Le posizione note con vari distinguo sono quelle di Marck Ruffalo, Susanne Sarandon, Angelina Jolie e Dustin Hoffman. Le loro dichiarazioni sono criticate o censurate. Nei casi peggiori ci sono attori e attrici noti che non trovano lavoro nelle case produttrice di cinema e di teatro. Meryl Streep si è esposta in prima persona per la causa palestinese e lei stessa ha denunciato isolamento e impossibilità di girare film. Siamo alla caccia alle streghe del famigerato periodo del maccartismo negli Usa degli anni ’50.

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