teatro e musica

Erminia Romano
la prima donna direttrice d’orchestra lo scorso secolo

Giovanna Tatò, giornalista e inviata speciale Rai, in precedenza all’Agi, L’Espresso e La Repubblica, ha scritto il memoriale Porte Chiuse – Lettera ai genitori. Erminia Romano – Tonino Tatò 1921-2021, Maurizio Vetri editore. Nel suo racconto l’autrice intreccia la memoria privata con la storia del Novecento italiano. Offre una riflessione su temi come la parità di genere, l’etica pubblica e la cultura come motore di cambiamento. Il papà Tonino Tatò, partigiano, intellettuale, sindacalista per oltre quindici anni è stato stretto collaboratore di Enrico Berlinguer. Figura centrale del PCI è stato definito l’ombra di Enrico per la sua discrezione e il rigore morale. 

Nel 1943 la mamma di Giovanna, Erminia Romano, si stava perfezionando in pianoforte e composizione con il celebre compositore Alfredo Casella quando interruppe gli studi musicali per fare la partigiana. Durante l’attività clandestina conobbe Tonino amico di suo fratello Vincenzo che aveva chiesto di rifugiarsi in casa Romano per sfuggire ai fascisti. Così sbocciò l’amore. Seguì il matrimonio inizialmente contrastato dai familiari e la nascita dei figli. Primogenita Giovanna. I primi anni la famiglia attraversò un momento economico difficile.

Erminia fu costretta a vendere il suo pianoforte a coda. Ma lei non aveva mai mollato gli studi musicali. È stata la prima donna diplomata in direzione d’orchestra all’Accademia di Santa Cecilia di Roma. Siamo in un’epoca in cui la direzione d’orchestra era appannaggio esclusivamente maschile. Dal 1953 al 1955 Erminia Romano seguì i corsi di perfezionamento all’Accademia Chigiana di Siena col maestro olandese Paul van Kempen. Riconobbe in lei la migliore allieva nel dirigere la Quinta di Beethoven. 

Di coraggio Erminia Romano ne ha avuto molto vincendo spesso la diffidenza dei musicisti maschi come per esempio del direttore Franco Ferrara contrario alla sua carriera e del pianista Arturo Benedetti Michelangeli che rifiutò la direzione d’orchestra della Romano in un concerto già programmato. Ci furono porte chiuse come ricorda la figlia Giovanna. Con la sua tenacia e perseveranza Erminia ottenne a fatica la direzione dell’orchestra di Santa Cecilia, dell’orchestra Alessandro Scarlatti di Napoli e dell’orchestra Rai di Milano. Un quotidiano tedesco di Jena consacrò il successo europeo di Erminia il 30 ottobre 1965. Lei diresse uno dei maggiori pianisti del Novecento Dino Ciani in un memorabile concerto romano alla basilica di Massenzio.

Intensa, poi la partecipazione della Romano protesa nel concerto di Chopin nel ricercare e sottolineare con intelligenza i valori strumentali della giovanile partitura.
Un impegno totale al quale si è affiancato quello del giovanissimo Dino Ciani emerso alla ribalta internazionale.
 
IL CRITICO DELL’UNITÀ ERASMO VALENTE

Nella molteplice attività musicale Erminia Romano non trascurò la saggistica. Un suo scritto è dedicato al ricordo del direttore d’orchestra novarese Guido Cantelli. Riportiamo un frammento del suo saggio.

“A dieci anni dalla sua morte – avvenuta all’aeroporto di Orly il 24 novembre 1956, proprio nel momento in cui aveva raggiunto l’apice della sua carriera con la nomina a Direttore stabile e artistico del Teatro alla Scala – scrivere su Guido Cantelli, superando ogni senso di commozione viva per la perdita umana di un amico fraterno e di un collega generoso e altruista, significa tentare di dare una collocazione della sua esperienza artistica e umana, nei suoi significati più profondi sia sul piano specifico dell’arte che nel contesto storico e culturale che gli sono propri: gli anni sconvolti dell’ultimo dopoguerra”.

Così il destino chiude le porte al genio musicale trasfigurando nella nemesi di una fragile esistenza.

Erminia Romano insegnò per anni al conservatorio di Santa Cecilia e all’Università di Salerno con grande fatica. Ottiene conferme annuali inizialmente precarie dovute alla sua condizione di donna. Si dedicò alla scoperta di musiciste del ‘600 come Barbara Strozzi. Fu anche anche promotrice della musica femminile del Novecento. Memorabile il concerto Le Compositrici Contemporanee, da lei ideato, andato in onda il 6 marzo 1966 sul secondo canale della Rai con la partecipazione, come solista, di Marcella Crudeli. Oggi è pianista di fama internazionale.

Erminia Romano in quella occasione diresse musiche composte da Sandra Caratelli Surace, Giulia Recli, Claude Arrieu e Norma Beecroft. La scelta del repertorio della musica poco eseguita o inedita è stata per lei una missione divulgativa al servizio del pubblico. Ermina Romano morì improvvisamente nel pieno della sua intensa attività culturale il 27 maggio del 1987. Anche il tempo ha chiuso le porte al ricordo di un talento. Dopo anni le donne hanno avuto accesso più facilitato alla direzione d’orchestra. Ermina è stata una pioniera che andrebbe onorata con i versi di Dante.

La riscoperta delle sue composizioni, dei saggi e delle lezioni frutto di anni di studio e di perfezionamento dovrebbe stimolare il mondo accademico sulla prolifica stagione del Novecento. 

La naturale predisposizione di bambina prodigio non è bastata a Erminia. Ha cercato nell’età adulta di rompere gli steccati di discriminazione di genere riuscendo a raggiungere traguardi inaspettati. La figlia Giovanna ricorda la ferrea volontà di studio e le ore di lavoro intenso. Rinunciò a tante cose, senza trascurare le tenerezze ai figli, pur di andare oltre le porte chiuse volando come un angelo nel mondo dei suoni e dei canti.

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