SIMONE NEGRI•° Consigliere Regione Lombardia
Centinaia di migliaia di persone in tutta Italia hanno scioperato e manifestato per la causa palestinese. È una battaglia che sta riscuotendo ampia solidarietà da parte dell’opinione pubblica. Non può essere diversamente visti i continui massacri cui assistiamo.
Il nostro governo non vuole farsi carico della reazione di umanità verso il genocidio, nonostante la storia politica del nostro Paese. Qualcuno ricorda le posizioni di Pertini, Berlinguer, Craxi e pure Andreotti? Un grande sentimento popolare si sta levando: riconoscere, almeno simbolicamente, le ragioni di uno Stato di Palestina. Del resto lo hanno appena fatto Regno Unito, Australia, Portogallo e Canada e la gran parte delle democrazie del mondo.
Noi non ci siamo ed è grave.
Giorgia Meloni prenda atto ed eviti di ridurre il tutto agli scontri: la gran parte dei manifestanti non aveva nulla a che vedere con i teppisti. Persone normali. E la causa è giusta.
Come non abbiamo nulla a che spartire noi come parte politica: siamo socialdemocratici e contro qualsiasi tipo di violenza e devastazione che condanniamo senza timori.
Serve però che chi governa mandi messaggi responsabili e di unità alla Nazione.
Agitare continuamente lo scontro, creare un clima da stadio nel dibattito pubblico, evocare gli anni di piombo, coltivare la narrazione del nemico agita le acque. Risveglia il fuoco sotto la cenere e a perderci siamo tutti.
Nulla è peggio di una società lacerata.
Lasciamo gli USA e i loro problemi interni dove sono. Noi siamo un’altra storia.




