GIUSEPPE FORNARI •° avvocato
I gravissimi episodi a cui abbiamo assistito in questi giorni a Milano a opera di giovanissimi destano sdegno e una fortissima preoccupazione in chiunque sia dotato di un minimo di raziocinio. La condanna verso quei comportamenti criminali non può che essere fermissima e priva di qualunque ambiguità. Non c’è giustificazione alcuna verso la violenza di chi aggredisce, saccheggia, distrugge.
Si tratta di un fenomeno inedito che, proprio per questo, ha bisogno di essere compreso per essere contrastato efficacemente.
Ciò di cui certamente non si sentiva il bisogno e che invece è arrivato puntuale è un nuovo decreto sicurezza.
È l’ottavo pacchetto dall’insediamento del governo Meloni. Credo, ma potrei aver perso il conto. Anche questo presentato come quello decisivo e accompagnato da dichiarazioni volte a rassicurare i cittadini sulla presenza vigile e forte dello Stato.
È avvenuto così per tutti i provvedimenti sulla sicurezza.
Poi accade un nuovo fatto di cronaca e ricomincia tutto da capo: emergenza, conferenza stampa, nuovi reati che nulla o quasi nulla aggiungono a quelli preesistenti e aumento delle pene.
Quando si denunciava l’inadeguatezza di questa politica legislativa basata solo sull’emotività del momento si era stati facili profeti.
Si sfornano nuovi provvedimenti sulla scorta dell’idea, quasi compulsiva, che ogni problema possa essere risolto aggiungendo una nuova fattispecie, un’aggravante, qualche anno di carcere in più.
Oggi si è aggiunto l’ineffabile Ministro Nordio con parole da brividi sulla volontà di allargare la capienza delle carceri minorili.
La sicurezza richiederebbe prevenzione, investigazioni, personale preparato, organizzazione e una capacità di intervenire in tempi rapidi.
Servono studio, lavoro di intelligence, investimenti e una puntuale verifica dei risultati.
Quello che arriva invece è l’ennesimo, inutile, decreto accompagnato dalla puntuale litania di accuse verso chiunque si sforza di comprendere i fenomeni quasi che interrogarsi sulle cause delle violenze equivalga a una sorta di accondiscendenza verso chi delinque.
La paura dei cittadini meriterebbe risposte serie.
Usarla per vendere ogni volta le stesse promesse a reti unificate non ha in questi quattro anni risolto nulla di nulla.
Siamo davanti alla legislatura più longeva.
La più lunga fase di inutile propaganda della Storia repubblicana.












