Thomas Bernhard
Gelo
Adelphi
p. 356 – € 19

Quando, nel 1963, l’editore Insel pubblicò, con il titolo di Frost, il romanzo di un giovane autore austriaco esordiente, il mondo letterario rimase folgorato da una voce che non assomigliava a nessun’altra, quasi provenisse da un pianeta alieno. Una voce che, a dispetto dei numerosi epigoni, nulla ha perso della sua unicità, e che oggi come allora subito travolge chi si avventura nelle prime pagine di Gelo. Dove cupi presagi si manifestano a un tirocinante in medicina, diretto verso una remota regione di montagna.
Anna Maria Ortese
Il Monaciello di Napoli
Adelphi
p. 119 – € 11,40

In questi racconti abitati da melodrammatici fantasmi d’antan, da Passioni misteriose e da riunioni di famiglia in cui è ospite la Morte, la Ortese capovolge le coordinate della realtà come nelle fiabe romantiche di Tieck e di Chamisso, e fa circolare nelle storie l’inverosimile con una naturalezza assoluta. In uno scenario ancora ottocentesco di salotti pieni di “buone cose di pessimo gusto”, la Ortese mette in scena un suo teatro dei burattini dove Amore e Morte bevono il tè in tazze di porcellana e lo scugnizzo-monaciello e la sua amante-madre possono rinchiudersi in un armadio per dirsi la loro passione. Sotto le sue mani i morti tornano a vivere, il Gran Verme diventa un servo da commedia degli equivoci e la morte è sconfitta dall’Amore.
Han Kung
L’ora di greco
Adelphi
p. 163 – € 17,10

In una Seoul rovente e febbrile, una donna vestita di nero cerca di recuperare la parola che ha perso in seguito a una serie di traumi. Le era già successo una prima volta, da adolescente, e allora era stato l’insolito suono di una parola francese a scardinare il silenzio. Ora, di fronte al riaffiorare di quel mutismo, si aggrappa alla radicale estraneità del greco di Platone nella speranza di riappropriarsi della sua voce. Nell’aula semideserta di un’accademia privata, il suo silenzio incontra lo sguardo velato dell’insegnante di greco, che sta perdendo la vista e che, emigrato in Germania da ragazzo e tornato a Seoul da qualche anno, sembra occupare uno spazio liminale fra le due lingue. Tra di loro nasce un’intimità intessuta di penombra e di perdita, grazie alla quale la donna riuscirà forse a ritornare in contatto con il mondo. Scritto dopo La vegetariana e definito dal la stessa autrice «quasi un suo lieto fine», L’ora di greco si insinua − avvolto in un bozzolo di apparente semplicità − nella mente del lettore, come un «assurdo indimostrabile», una voce limpida e familiare che arriva da un altro pianeta.
Banana Yoshimoto
Che cosa significa diventare adulti
Feltrinelli
p. 96 – € 11,40

Che significa diventare adulti? Si deve studiare per forza? Che cos’è la normalità? Che succede quando si muore? A queste e altre domande Banana Yoshimoto cerca di rispondere in un piccolo saggio che, si augura, possa funzionare “un po’ come un amuleto” per aiutare i lettori di tutte le età a ritrovare serenità e speranza nei momenti più difficili. Con il suo tocco inconfondibile, Yoshimoto tratta con leggerezza temi complessi e scava nel profondo argomenti apparentemente semplici per invitarci a riflettere, a rimetterci in comunicazione con noi stessi e a lasciarci andare per recuperare il senso della meraviglia della vita.
Zeruya Shalev
Stupore
Feltrinelli
p. 320 – € 18,05

Dopo la morte del padre, un famoso scienziato che fra le mura di casa esercitava una cupa tirannia, Atara, architetto cinquantenne dalla burrascosa vita sentimentale e madre di due figli, va in cerca del suo oscuro passato. Ritrovare la quasi centenaria prima moglie di lui e sentirla parlare della stagione eroica in cui entrambi facevano parte della Resistenza contro gli inglesi prima della fondazione dello Stato d’Israele non fa che infittire il mistero. E così le vite delle due donne, di Atara, che non sa nulla di colei di cui porta il nome e che sembra essere la chiave per capire molte cose, e dell’anziana Rachel, che aveva messo una pietra su quel passato, cambiano attraverso l’incontro, le loro parole ma forse soprattutto i rispettivi silenzi. Con la consueta maestria, Zeruya Shalev intesse una storia che è al tempo stesso profondamente singolare e collettiva, riuscendo a intrecciare il dramma e l’ironia, la quotidianità più banale e i grandi eventi del passato recente.
Alberto Piazzi
Amleto ‘44
IRobinEtson
p. 444 – € 18

Aurelio e Cristina si ritrovano molto tempo dopo essersi innamorati. Da adolescenti, hanno commesso degli errori e le loro vite sono state sconvolte, come quelle di tutti, dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. I loro sentimenti si riaccendono al primo sguardo, improvvisamente, cogliendoli impreparati nel loro nuovo vivere quotidiano: lei è una maestra, lui un agente dei servizi segreti sotto copertura. Deve comunicare agli inglesi gli obiettivi strategici da colpire. Ogni raid, però, porta con sé la drammatica perdita di vite umane. Tormentato dai ricordi d’infanzia e attanagliato dai sensi di colpa, Aurelio si fa regista di uno spettacolo teatrale per cercare di restituire ai ragazzi del paese uno spazio di normalità in una quotidianità fatta di dolore e sofferenza. La sua storia si intreccia con quella di Delio, Vittoria, Valerio, Guido, Louis e tanti altri personaggi in lotta con un presente divenuto ostile.
Immanule Kant
Che cos’è l’illuminismo
BookTime
p. 52 – € 6,65

«L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità il quale è da imputare a lui stesso. Minorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi è questa minorità, se la sua causa non dipende da un difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro. “Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza” è dunque il motto dell’illuminismo.»
Kohei Saito
L’ecosocialismo di Karl Marx
Baldini&Castoldi
p. 396 – € 22

A lungo l’espressione “ecologia di Marx” è stata un ossimoro: Marx, concordavano gli interpreti, è un utopista tecnologico; promuove il dominio dell’umanità sulla natura; i suoi modelli ottocenteschi sono inadeguati per capire la catastrofe ambientale. Ma questa è una falsa convinzione legata al modo in cui Marx ci è stato consegnato – innanzitutto da Engels – e non regge alla prova dei suoi scritti, che la morte gli ha impedito di riordinare. Tra le poche voci divergenti, quella del filosofo giapponese Kohei Saito è certamente la più radicale: tornando all’opera di Marx e introducendo nuove fonti pubblicate solo di recente (i quaderni di Marx incentrati sullo studio delle scienze naturali, di cui Saito è co-curatore), può sostenere che «non è possibile comprendere tutta la portata della critica dell’economia politica» di Marx «se si ignora la sua dimensione ecologica», la contraddizione definitiva del capitalismo.
Edmondo Bruti Liberati
Pubblico ministero
Raffaello Cortina Editore
p. 155 – € 17,10

Il pubblico ministero è spesso al centro di polemiche. La Costituzione ha ridisegnato la sua figura e il suo ruolo in termini del tutto innovativi rispetto allo Stato liberale e al fascismo, ma il percorso per l’attuazione di questi principi è stato lungo e accidentato. Il PM ha infatti un duplice volto: costruisce e sostiene l’accusa, ma come parte pubblica ha un dovere di verità che lo differenzia radicalmente dall’avvocato difensore. Per il difensore, a garanzia dell’equo processo, l’unico obiettivo è la difesa del cliente; per il PM, l’unico obiettivo è la ricerca della verità, anche se questa contrasta con la sua iniziale tesi accusatoria e si traduce in acquisizioni a favore dell’imputato.
L’obbligatorietà dell’azione penale e la separazione delle carriere tra giudici e PM sono oggi al centro di un acceso dibattito, e l’autore si sofferma sulle questioni più attuali per analizzarle nella loro complessità. Per il pubblico ministero oggi il cantiere aperto è quello della professionalità, della accountability e della deontologia, temi che toccano però tutti e tre gli attori della giustizia: giudici, avvocati e appunto pubblici ministeri.
Alessandro Somma
Abolire il lavoro povero
ANTICORPI LATERZA
p. 208 – € 18

Lo Stato deve cessare di operare come presidio del corretto funzionamento del mercato e affermarsi come difensore della società dal mercato. L’Italia è l’ottavo Paese più ricco del mondo, ma anche il Paese dove un lavoratore su quattro è povero e uno su tre vulnerabile, ovvero condannato alla povertà in caso di evento inaspettato (come una malattia o la nascita di un figlio).









