D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
La citazione da Italo Calvino rimanda alle tante domande, senza risposte, che la gente di periferia si è sempre fatta e continua a farsi. Avviene a Milano, come in tutte le metropoli del mondo.

Una tra tutte riguarda l’utopia della città policentrica, figura mitologica al pari del Minotauro, o delle sirene. Periodicamente riappare nei discorsi preelettorali dei candidati all’amministrazione delle città.

Le periferie al centro, altro slogan efficace per far credere che davvero le zone periferiche potrebbero godere di uno sviluppo autonomo e diventare protagoniste di sé stesse e del proprio futuro. 

La realtà è tutt’altra. A Milano come altrove, le periferie sono luoghi destinati all’invisibilità, al disinteresse, al margine. Non cessano di essere fucine di domande senza risposte e di disagio. 

la Barona centro vivo e vivace

Eppure a volte accadono miracoli metropolitani. Accade, per esempio, anche solo per una sera. Una periferia dimenticata dai riflettori della Milano da bere, da mangiare e da vestire, resa sostanzialmente un problema dall’incuria e dalla distrazione della politica dei salotti, diventa centro. In particolare diventa centro nevralgico della musica italiana.

Grazie a Fabio Rizzo, in arte Marracash, sabato 18 aprile scorso, per una sola sera, la Barona, quartiere a sud di Milano, ha smesso i panni della angusta periferia. È diventata centro vivo e vivace. Si è trasformata in cuore pulsante della musica italiana con il Marra Block Party. 

Marracash ha voluto l’evento per celebrare il disco di diamante Persona, il suo ultimo lavoro. Ha trasformato via Enrico De Nicola, proprio davanti alla sua vecchia scuola media, in un palcoscenico a cielo aperto. Davanti a circa 7.000 persone il King del Rap ha celebrato l’orgoglio della periferia, il riscatto della sua gente, proprio lì dove tutto è cominciato.

La Barona, anche solo per una sera, ha mostrato di poter essere culla di creatività e aggregazione, ma non solo. Marracash, con questa iniziativa, ha raccolto oltre 230.000 euro. Saranno interamente devoluti a progetti sociali e alla riqualificazione di strutture sportive e scolastiche della zona.

dolore e radici diventano arte e cultura

E, naturalmente, oltre alla celebrazione sociale e artistica del figlio della Barona, di colui che ce l’ha fatta, c’è stato spazio anche per i ricordi e per i sentimenti. 
Tra i momenti più intensi della serata, infatti, c’è stato l’ingresso a sorpresa di Elodie. Con Marracash ha condiviso un’importante storia d’amore e un sodalizio artistico indimenticabile. Il loro duetto, sulle note di Niente canzoni d’amore, ha letteralmente infiammato la folla. Si è concluso con un abbraccio che ha sancito un legame che va oltre la cronaca rosa. È diventato simbolo di una generazione che ha imparato a trasformare il proprio dolore e le proprie radici in arte pura.

Il quartiere è stato animato anche da installazioni artistiche. Fra le altre, writer locali hanno realizzato un murales in collaborazione con Lego Italia. L’opera, donata al centro culturale Barrio’s, affermava un messaggio chiaro.

Marracash, con Il suo Marra Block Party ha dimostrato una cosa importante. La cultura non ha sempre bisogno di stadi o teatri istituzionali per splendere. A volte basta una strada, un microfono, tanto cuore e la voglia di ricordare che nessuna periferia è mai periferia dell’anima. Ne può essere il centro. Anche per stavolta, dalla città policentrica dei sogni, è tutto.