Filippo Sigismondi •°
A riposo, un ciclo cardiaco completo, un battito, impiega poco più di 830 millisecondi. Il tempo di reazione visiva medio di un essere umano, invece, è di circa 250 millisecondi. Una frazione impercettibile, almeno per l’uomo, ma che può valere milioni. Cinque millisecondi: questo è quanto basta a un algoritmo di trading ad alta frequenza (High-Frequency Trading, HFT) per leggere una notizia, elaborarla, inviare un ordine a Wall Street e completare una compravendita di strumenti finanziari. Tutto in meno di un battito di ciglia.
In una settimana mediaticamente dominata dal conflitto in Iran e dalla chiusura del Campionato mondiale di calcio più controverso del nuovo secolo, negli Stati Uniti c’è stato poco spazio per discutere dell’ultima iniziativa commerciale legata a Donald Trump. Giovedì 16 luglio, infatti, Trump Media & Technology Group (TMTG), società proprietaria di Truth Social, ha annunciato il lancio di un nuovo servizio destinato agli investitori istituzionali.
Il punto di partenza è Truth Social. Nasce nel 2022, dopo la sospensione di Donald Trump da Twitter in seguito all’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021. Pensata inizialmente come un’alternativa alle principali piattaforme social, con il ritorno di Trump alla Casa Bianca ha assunto un ruolo diverso. È diventata uno dei principali canali attraverso cui il presidente comunica decisioni politiche. Commenta crisi internazionali. Anticipa annunci capaci di influenzare i mercati finanziari.
una comunicazione meno istituzionale
Talvolta, però, il carattere assunto dai post è meno istituzionale. Si vedano le numerose creazioni di IA. Lo ritraggono alla guida di un jet mentre rilascia feci sui manifestanti liberal, o che assimilano Barack e Michelle Obama a delle scimmie.
È proprio su questa piattaforma che si basa il nuovo prodotto annunciato da TMTG. A partire dal 1 agosto, la società renderà disponibile Truth API. Il servizio in abbonamento consentirà ai clienti paganti di ricevere i post pubblicati su Truth Social attraverso un’interfaccia dedicata. È progettata per essere più rapida rispetto ai canali ordinari. Secondo quanto annunciato dall’azienda, il servizio sarà rivolto principalmente a operatori professionali e investitori istituzionali. L’obiettivo è offrire accesso alle comunicazioni del presidente con un vantaggio di pochi millisecondi, circa cinque. Quanto basta a realizzare profitti straordinari.
Nonostante l’assenza di conferme ufficiali, fonti vicine all’organizzazione riferiscono di piani di abbonamento da 100.000 dollari al mese. C’è la possibilità di risparmiare sottoscrivendo un piano della durata di tre anni. Le mensilità dovrebbero aggirarsi attorno ai 60.000 dollari. La domanda che segue è ovvia. Chi potrebbe mai permettersi di spendere una cifra simile?
miliardi di dollari in pochi minuti
La risposta non è meno scontata. Chi ha gli strumenti per trasformare quei millisecondi di vantaggio in un profitto straordinario, ovvero banche, hedge fund e società di trading algoritmico. La Casa Bianca ha inoltrato tutte le domande dei media principali sul tema alla società TMTG, che, di contro, non ha risposto a nessuna richiesta. Si è espressa soltanto attraverso i toni entusiastici del CEO Kevin McGurn.
Dall’inizio del secondo mandato, le comunicazioni di Donald Trump su Truth Social hanno dimostrato più volte di essere in grado di spostare miliardi di dollari nel giro di pochi minuti. L’esempio più evidente risale allo scorso aprile. È il giorno che il presidente aveva ribattezzato Liberation Day. L’annuncio di una nuova ondata di dazi sulle importazioni provocò un’immediata reazione dei mercati. Wall Street chiuse in forte ribasso. Gli investitori si rifugiarono in asset considerati più sicuri.
Pochi giorni dopo, mentre i mercati continuavano a scontare gli effetti della nuova politica commerciale, Trump pubblicò su Truth Social un messaggio tanto breve quanto inequivocabile: «THIS IS A GREAT TIME TO BUY!!!».
Ore più tardi, la Casa Bianca annunciò una sospensione di novanta giorni di gran parte dei nuovi dazi. I principali indici statunitensi registrarono uno dei rialzi giornalieri più consistenti degli ultimi anni, recuperando centinaia di miliardi di dollari di capitalizzazione. Non si è trattato di un episodio isolato. Anche durante le recenti tensioni con l’Iran, dichiarazioni e aggiornamenti pubblicati dal presidente hanno contribuito ad alimentare oscillazioni nel prezzo del petrolio, del dollaro e dei principali listini internazionali. Le decisioni della Casa Bianca vengono comunicate sempre più spesso attraverso un social network. Ogni post presidenziale diventa una potenziale informazione price-sensitive.
l’intermediazione che non c’è più
È proprio qui che quei millisecondi assumono un valore economico. Un investitore tradizionale legge un messaggio. Lo interpreta e decide come reagire. Un algoritmo, invece, riceve il testo. Lo analizza attraverso sistemi di elaborazione del linguaggio naturale (Natural Language Processing, NLP). Valuta automaticamente il probabile impatto sui mercati. Invia ordini di acquisto o vendita nel giro di pochi millisecondi. Se quell’informazione arriva anche solo una frazione di secondo prima rispetto al resto del mercato, il vantaggio temporale può trasformarsi in un vantaggio economico.
Servizi di questo tipo, in realtà, esistono da tempo. Bloomberg Terminal, Reuters, ICE e Nasdaq offrono da anni flussi informativi a bassissima latenza. Sono destinati agli operatori professionali. Consentono di ricevere quotazioni, comunicati societari, dati macroeconomici e altre informazioni rilevanti con la massima rapidità possibile.
Il loro ruolo, tuttavia, è quello di intermediari. Raccolgono, elaborano e distribuiscono informazioni prodotte da governi, banche centrali, società quotate e altri soggetti. Truth API introduce un elemento diverso. Il valore, infatti, non deriverebbe più soltanto dalla velocità della trasmissione, ma dalla natura stessa dell’informazione trasmessa.
il vantaggio temporale diventa denaro per alcuni
A essere commercializzato non è un flusso di dati qualsiasi. È l’accesso privilegiato alle comunicazioni del Presidente degli Stati Uniti, diffuse attraverso una piattaforma controllata dalla stessa società di cui Donald Trump è il principale azionista. In altre parole, Bloomberg e Reuters vendono un’infrastruttura capace di distribuire più rapidamente informazioni generate da altri. Truth API monetizza il vantaggio temporale nell’accesso alle parole di chi quelle informazioni le produce.
È una differenza che va oltre l’innovazione tecnologica. Se il valore economico di Truth API dipende dal fatto che le comunicazioni del Presidente vengono distribuite con tempi diversi a seconda della capacità di pagare, allora la questione non riguarda più soltanto i mercati finanziari. Riguarda la natura stessa di quelle comunicazioni. Sono un’informazione privata, che può essere commercializzata come qualsiasi altro servizio, oppure costituisce un bene pubblico, che dovrebbe essere accessibile a tutti nello stesso momento?
Per una maggiore chiarezza sulle implicazioni di un modello simile, è forse necessario soffermarsi su come vengano gestite, nella prassi, quelle informazioni ritenute in grado di influenzare i mercati. Da anni, infatti, le autorità di regolazione impongono che i dati economicamente rilevanti siano diffusi simultaneamente a tutti gli operatori. Anche le società quotate sono tenute a comunicare al mercato le informazioni privilegiate, senza che vi siano investitori avvantaggiati.
la distorsione adesso è norma
Le banche centrali stesse pubblicano le loro decisioni di politica monetaria secondo calendari prestabiliti. Gli uffici statistici fanno altrettanto con i loro indicatori macroeconomici. Tutto ciò avviene al solo scopo di ridurre, per quanto possibile, i vantaggi informativi. Preservano condizioni di concorrenza tra i vari operatori.
Questa è una colonna portante della teoria economica moderna. L’asimmetria informativa è considerata una delle principali cause di inefficienza dei mercati. Lo dimostra il lavoro di George Akerlof, Michael Spence e Joseph Stiglitz, premi Nobel per l’Economia nel 2001. Quando alcuni soggetti riescono sistematicamente a disporre di informazioni inaccessibili ad altri, il processo di formazione dei prezzi perde di efficienza. Porta la concorrenza a premiare non più chi prende le decisioni migliori, ma chi le prende più in fretta.
La peculiarità di Truth API è tutta qui. La discrepanza informativa non è più un effetto collaterale o una distorsione da correggere, ma un servizio commercializzato. Il valore dell’abbonamento non risiede nella qualità delle analisi offerte (non ve ne saranno affatto), ma nella possibilità di accedere alle comunicazioni del Presidente degli Stati Uniti pochi millisecondi prima degli altri operatori.
Assumendo come corretta questa interpretazione, la questione si sposta dal piano dei mercati finanziari a quello della legittimità democratica. Non c’è più da chiedersi se sia legittimo o meno vendere un servizio capace di trasmettere informazioni più rapidamente, ma piuttosto se si possano trattare le comunicazioni del Presidente degli Stati Uniti come un bene privato, il cui accesso è differenziato in base alla capacità di pagare. Per decenni, sono state considerate informazioni di interesse pubblico. In virtù del ruolo istituzionale di chi le produce, dovrebbero essere rese disponibili a chiunque nello stesso momento.
Trump monetizza il proprio incarico
Sul piano strettamente giuridico, tuttavia, la questione appare meno lineare di quanto possa sembrare. Diversi esperti di diritto dei mercati finanziari, tra cui James D. Cox (professore e avvocato) e Andrew Verstein (analista legale), sostengono che la semplice commercializzazione di un accesso privilegiato ai contenuti di una piattaforma privata non violerebbe di per sé la normativa statunitense in materia di securities (i.e., strumenti finanziari). Questo perché le informazioni diffuse, anzitutto, non sarebbero riservate né ottenute illecitamente. Per giunta, sarebbero comunque destinate a diventare di pubblico dominio pochi istanti dopo.
Queste osservazioni, però, non fugano ogni dubbio su possibili criticità. Secondo le obiezioni di molteplici giuristi ed esperti di etica pubblica, infatti, a essere sotto scrutinio non è tanto la liceità formale del servizio, quanto piuttosto la sua compatibilità con la funzione istituzionale della Presidenza. Donald Trump prova, senza mezzi termini, a monetizzare il proprio incarico. La conseguenza inevitabile è che i confini tra l’esercizio di una funzione pubblica e l’iniziativa imprenditoriale privata vadano sfumandosi sempre di più.
Motivo di ulteriore dibattito è la legislazione in materia. Il Presidente è esente dalle principali disposizioni penali sul conflitto d’interessi previste dal diritto federale, a differenza della maggior parte dei funzionari amministrativi. Questa eccezione, nata per evitare che i vincoli patrimoniali costituiscano un ostacolo, crea una zona grigia laddove interessi pubblici e interessi economici privati si sovrappongono. È qui che si concentra la polemica, più che su eventuali violazioni delle norme sui mercati finanziari.
risposte dell’opposizione e scandali passati
Le reazioni all’annuncio di Truth API non si sono fatte attendere. La risposta dell’opposizione è giunta principalmente tramite Ron Wyden, senatore democratico e membro del Finance Committee. Vede nell’iniziativa un tentativo di arricchire i trader di Wall Street e di far respirare le casse della società di Trump. Nell’ultimo anno ha visto precipitare il valore delle proprie azioni. Una posizione sulla quale insistono anche il senatore Adam Schiff e la senatrice Elizabeth Warren. Condannano l’idea stessa di interpretare la Presidenza come un’occasione di arricchimento personale.
Dal mondo accademico, Kathleen Clark, docente di diritto ed esperta di etica governativa, parla apertamente di brazen corruption, ossia di una corruzione esercitata senza alcun pudore. In molti, infine, osservano che, per quanto non vi siano formali limitazioni che possano impedire a Trump di agire in questo modo, la medesima condizione valeva anche per le precedenti amministrazioni, senza che vi siano precedenti storici di iniziative analoghe.
Per dovizia di particolari, si potrebbe citare lo scandalo del Teapot Dome degli anni Venti, durante la presidenza di Warren G. Harding. Vide membri del suo entourage arricchirsi passando informazioni privilegiate in cambio di favori e tangenti. Costituisce un caso di insider trading da manuale. Capire la differenza tra i due casi è, però, di fondamentale importanza. Nel caso del Teapot Dome si trattava di una pratica clandestina e illegale. Qui si parla di un modello commerciale dichiarato pubblicamente.
la mano non è più invisibile
Gli ultimi due secoli di dibattito economico sono stati monopolizzati dal concetto di mano invisibile. È il principio secondo cui il perseguimento dell’interesse individuale, attraverso questa sempiterna perversione del libero mercato, sarebbe in grado di produrre spontaneamente un beneficio collettivo. Ora la storia si ribalta.
C’è un vantaggio competitivo che non nasce da una migliore capacità di innovare, di rischiare o di interpretare il mercato, come intendeva Adam Smith, ma dalla possibilità di acquistare un accesso privilegiato alle comunicazioni dell’uomo più potente del mondo. La vicenda assume perciò un significato che va ben oltre il destino commerciale di Truth Social o il destino politico di Donald Trump. Non è più soltanto il mercato a determinare il valore delle informazioni. È l’informatore stesso a poter decidere chi le riceverà per primo.
La mano invisibile, dunque, lascia spazio a una mano visibile. Non è quella dello Stato, invocata da Keynes. È quella del potere politico che, attraverso il controllo di un’infrastruttura privata, trasforma il tempo, pochissimo tempo, in una merce. La storia stabilirà se si tratti di una nuova forma di commistione tra interesse privato e potere pubblico o semplicemente dell’ennesima innovazione del tardo capitalismo. La certezza, oggi, è che da agosto, pagando un abbonamento, si potranno accumulare milioni in un battito di ciglia prima del resto del mondo.
Pubblicato su mercurioonline.substack.com
© Mercurio, 2026







