LUIGI FAGGIANO 

La Fondazione Fracta Limina è impegnata nella realizzazione, nel territorio di Melegnano, di un centro polifunzionale dedicato all’autismo. È un progetto che nasce dall’iniziativa diretta di alcune famiglie con persone con disturbi dello spettro autistico. La Fondazione, costituita proprio per rispondere a bisogni concreti e spesso poco riconosciuti, opera ormai da oltre sette anni per promuovere e far conoscere questa iniziativa in ogni contesto in cui le viene offerto spazio di ascolto.

L’obiettivo principale non è quello di suscitare compassione, ma di ottenere adesione e sostegno. Il progetto rappresenta un bene comune, un investimento sociale capace di generare valore per l’intero territorio. La Fondazione, infatti, porta avanti un messaggio chiaro. Una struttura dedicata all’autismo non è soltanto un luogo di cura o assistenza. È una risorsa strategica per la comunità. Arricchisce i servizi locali, favorisce l’inclusione e diventa un punto di riferimento stabile per famiglie e operatori.

Un cambiamento di paradigma

L’impegno culturale della Fondazione si inserisce nel più ampio cambiamento di paradigma che negli ultimi anni sta interessando il modo di concepire la disabilità. Si sta passando da una visione puramente biomedica, centrata sulle limitazioni individuali, a una visione più olistica, capace di integrare aspetti psicologici, biologici e sociali. In questa prospettiva, intervenire sulla disabilità non significa solo lavorare sulle specificità psichiche e funzionali della persona. È necessario invece modificare il contesto di vita, creando condizioni ambientali, relazionali e culturali che permettano reali opportunità di partecipazione.

Accanto a questo approccio innovativo, la Fondazione riconosce il ruolo fondamentale del Terzo Settore, in particolare attraverso gli strumenti della coprogrammazione e della coprogettazione con gli enti pubblici. Sono proprio questi processi collaborativi che possono tradurre in realtà un mutamento di paradigma. Pur essendo già presente nella normativa nazionale e internazionale, spesso rimane solo teorico. Per la Fondazione, tali strumenti rappresentano la strada maestra per rendere effettiva l’inclusione. Servono per costruire servizi radicati sul territorio, realmente aderenti ai bisogni delle persone.

In questa visione, inclusione non è uno slogan né un concetto astratto. Significa creare contesti che accolgano la diversità, promuovere autonomie possibili, sostenere le famiglie, lavorare insieme – istituzioni, comunità e organizzazioni – per costruire un ambiente sociale capace di valorizzare ogni persona.