GIUSEPPE DE SIMONE

Make a shift! Non è solamente uno slogan, ma la promessa di una leva costante per il cambiamento attraverso processi collettivi. Molto spesso sono partecipati e stimolati dal basso. È questa la sfida che lo Studio Shift, con base logistica a Morbegno in Valtellina, ha deciso di lanciare dieci anni fa. Tuttora la porta avanti, servendosi anche di numerose alleanze sul territorio locale e non solo.

I processi attivati da Shift – un team giovane e decisamente proattivo, sotto la guida sapiente di Elena Giunta e Alberto Vedovatti – sono stati a decine. Tutti hanno lasciato un segno, hanno dato vita a comunità più inclusive, sostenibili e felici.

Per festeggiare i dieci anni di attività, la realtà valtellinese ha radunato le proprie forze. Ha chiamato a raccolta alcune delle reti internazionali di cui fa parte e che anima da tempo. Ha dato vita con i docenti e gli studenti della Scuola di Design del Politecnico di MilanoGreening Italy – III edizione. È un evento selezionato come satellite del New European Bauhaus Festival. È la terza tappa di un percorso di placemaking di comunità, già sperimentato con il Bosch Alumni Network. Il calendario è fitto di iniziative. L’intenzione è celebrare progetti di cambiamento tra comunità e transizione giusta. È stato raccontato il percorso fatto fin qui dai promotori del cambiamento di Shift e come ha aperto nuove traiettorie per il futuro.

l’esperienza del Walking3

Ma cos’è un Walking3? È l’idea già sperimentata a Gibellina, in Sicilia. Le persone possano essere coinvolte nel plasmare le proprie comunità. Realizzano, con i facilitatori di Shift e BAN, una piccola esperienza di placemaking verde e collaborativo. L’attività ha dimostrato il valore di strumenti partecipativi, visibili e replicabili per il rinverdimento urbano. 

Questa volta, i co-attori sono stati i giovani studenti della Scuola di Design del Politecnico di Milano. All’interno del Design Workshop Week, hanno indagato i bisogni espressi tramite un sondaggio dalla comunità di Morbegno (Sondrio). Hanno raccolto gli input arrivati e disegnato un intervento dall’inizio alla fine. Hanno dato vita in poche ore di lezione al secondo prototipo di Walking3. Inoltre, hanno animato un momento di confronto aperto alla comunità per esplorare nuove visioni e soluzioni dedicate allo spazio pubblico e alle tante sfide della giustizia climatica.

Così, all’interno della splendida cornice del Chiostro di Sant’Antonio a Morbegno, gli studenti hanno presentato le loro otto proposte di Walking3. Sono varianti rispetto al modello costruito a Gibellina. Sono pensate per una fruizione degli spazi della città con una particolare attenzione alle esigenze relazionali dei più giovani, delle persone con diverse abilità, dei bambini e delle famiglie.

Nel corso della settimana sono stati vissuti anche altri momenti di connubio tra le realtà associative locali e gli attori di Shift e del Bosch Alumni Network. Di particolare rilievo sociale è stata la collaborazione con la Filarmonica di Ponte in Valtellina e la Filarmonica di Talamona. Quest’ultima con il lancio del servizio Biblioteca degli Strumenti mira a coinvolgere sempre più cittadini nella pratica degli strumenti musicali. Sono messi a disposizione dalla stessa Filarmonica con il progetto Common Sounds sostenuto dal NEB Co-Create. È un momento di creazione di nuove reti e relazioni di comunità. 

Tanti auguri Studio Shift!