Chiara Colangelo •°
Cresce AFD in Germania e trema la democrazia liberale in Europa. Gli analisti della politica e della comunicazione non hanno ancora una risposta certa sull’ascesa di Alternative fur Deutschland in Germania. Alcuni inneschi, però, sembrano chiari. Dèbacle della CDU.
Il partito di estrema destra – ora AFD – ha conquistato la maggioranza relativa dei seggi nella regione o land della Sassonia Anhalt, segnando almeno due record. Il primo è legato allo straordinario consenso ottenuto come partito neonazista a oltre 70 anni dalla sconfitta del regime di Hitler in Germania e del fascismo di Mussolini in Italia. Il secondo, invece, riguarda la velocità con la quale AFD è stata capace di consolidare una propria base elettorale. Comprende giovani e giovanissimi, non soltanto nella Germania dell’Est.
crisi della politica mainstream e globalizzazione
La storia politica, prima ancora che economica e sociale, della Sassonia-Anhalt è soltanto una delle ragioni plausibili del successo di AFD. Perché, oltre all’eredità culturale della ex DDR Deutsche Demokratische Republik o Repubblica Democratica Tedesca) di cui il land ha fatto parte fino alla caduta del muro di Berlino, oggi, contano soprattutto le crisi sia della politica mainstream sia dell’economia globalizzata che danneggiano il cittadino medio. In parte tradito e in parte disorientato, tra il ‘liquido’ dei partiti tradizionali, per utilizzare l’espressione coniata da Erich Baumann, e il ‘bianco o nero’ dei movimenti estremisti – di destra come di sinistra – il cittadino medio sceglie di dare fiducia a questi ultimi.
La qualità dei programmi passa in secondo piano, così come l’intenzione di normalizzare ideologie, che pensavamo appartenere oramai soltanto ai libri di storia. Il cittadino medio non si cura più del pericolo rappresentato dai partiti estremisti, che in modo più o meno esplicito, puntano a prendere a picconate e a disgregare quel che resta di sano della democrazia liberale e lo stato di diritto.
sconfitta la CDU a Berlino e in Pomerania: vincono gli estremisti
La duplice sconfitta alle elezioni amministrative, prima in Sassonia Anhalt, poi in Pomerania e a Berlino (il 20 settembre 2026, ndr) rappresenta una dura sconfitta per il cancelliere, Friederich Merz. È la fine politica del suo governo. Nonostante i risultati elettorali a Berlino e a Mecklenburg-Western Pomerania, Merz ha fatto sapere di non volersi dimettere. Sottolinea di essere ancora l’unico in grado di guidare la CDU e il paese.
La decisione del cancelliere tedesco salva, almeno per ora, la Germania e l’Unione europea da nuove elezioni politiche in una delicata fase geopolitica ed economica. I riflettori di Bruxelles, che teme ingerenze straniere e l’impatto dei social media, sono ora accesi sulle campagne elettorali spagnola, francese, dove è tornata sulla scena la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, e italiana.
“Abbiamo chiaramente il mandato per governare”, ha dichiarato ai microfoni della TV pubblica ARD il co-leader di AFD, Tino Chrupalla, prima ancora degli exit poll. Chrupalla ha poi aggiunto che si aspetta le dimissioni del cancelliere Merz. “Sarebbe un grande sollievo per il paese”.
“mi manda Mamdani”
AFD ha conquistato il 37,9% dei voti nella sola Mecklenburg-Western Pomerania. I cristiano democratici (CDU) si fermano al 4,9%, battuta anche dal partito socialdemocratico tedesco SPD, guidato dalla leader Manuela Schwesig.
La SPD ottiene il 35,5% dei consensi, tenendo testa all’estrema destra. Un risultato che conferma l’estrema volatilità con cui votano i cittadini, oggi. Sono influenzati dai social media, ma anche, trascinati dalla capacità dei singoli candidati d’ispirare risposte, fiducia e decisione.
Così a Berlino, capitale di tradizione liberale, la CDU è stata battuta, per la prima volta, dal partito Linke. A guidare l’estrema sinistra tedesca è Elif Eralp, di origini turche, 45 anni, militante, grazie a una campagna elettorale giovanile e incentrata sul diritto alla casa e all’inclusione sociale. “Mi manda Mamdani”, ha dichiarato ai sostenitori. Conquista il 25% dei consensi, diventando sindaca di Berlino.
il caso della Sassonia-Anhalt
Nel 2025 la Germania è uscita dalla recessione tecnica. Cresciuta dello 0,2% in termini di Prodotto Interno Lordo (PIL), il paese è riuscito a mantenere saldo il proprio primato economico nell’Unione europea, nonostante il Covid-19, lo strappo delle relazioni commerciali con la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, e la necessità, più europea che tedesca, di raffreddare i rapporti economici con Pechino. “Dopo due anni di recessioni, l’economia tedesca torna a crescere”. “La crescita è dipesa primariamente dall’aumento dei consumi domestici e dalla spesa pubblica messa in campo dal governo”, ha dichiarato Ruth Brand, Presidente dell’Ufficio Statistico federale il 15 gennaio scorso (2026, ndr).
Una rosa piena di spine: “Dall’altro lato, infatti, le esportazioni continuano a ridursi, a causa delle tariffe americane, dell’apprezzamento dell’euro, e dell’aumento della competizione cinese”, ha aggiunto Brand. “Come non bastasse, gli investimenti restano piuttosto deboli, e i capitali nei settori dell’automotive, delle macchine, e delle costruzioni sono calati rispetto all’anno precedente (2025, ndr)”.
…tra disoccupazione
Nel complesso, un’economia tedesca in affanno fa la differenza soprattutto nelle regioni più povere, dove l’industria è in crisi e la popolazione deve affrontare i problemi legati ai salari bassi, a un elevato costo della vita e a un alto tasso di disoccupazione. L’Agenzia Federale per l’Occupazione ha diffuso gli ultimi dati sull’andamento del mercato del lavoro nel luglio scorso 2026, ndr), evidenziando un generale calo del numero degli occupati: “La disoccupazione e la sotto occupazione sono aumentate nel mese di luglio, per prima cosa, per fattori di natura stagionale. In generale però il mercato del lavoro tedesco è piuttosto debole. Continuerà a esserlo nei mesi a venire”, ha dichiarato uno dei membri del Board delle Regioni dell’Agenzia.
manifattura, agricoltura e turismo in crisi
In Germania, la disoccupazione, in media, sfiora il 6,5%. Nella Sassonia-Anhalt supera l’8%. Su 2,1 milioni di cittadini residenti, solo circa 800 mila sono pienamente occupati. Le industrie tradizionali del land, quali quella chimica, delle macchine e dell’automotive hanno un ruolo importante nella tenuta economico sociale della regione. Negli ultimi anni il settore delle macchine e dell’automotive, più di altri, stanno subendo le conseguenze della competizione cinese e i ritardi nella messa a terra della transizione energetica dei veicoli a motore. Non è un caso che in assenza di una ristrutturazione economica adeguata, la Wolfswagen, per la prima volta, si vede costretta a procedere ai licenziamenti collettivi che stanno facendo tremare il governo Merz prima ancora della vittoria di AFD.
Manifattura, agricoltura, turismo: il land cresce meno e più lentamente della media nazionale. È in crisi se il paese intero è in crisi. Una débacle economica che si è trasformata in un’ottima opportunità politica per AFD. Non ha solo attaccato il governo Merz per la sua incapacità di risolvere i problemi dell’industria tedesca, “danneggiata dal Green Deal europeo”, ma anche, ha rincarato la dose sui temi cari alla base di estrema destra, in testa l’immigrazione.
…e il nemico esterno: l’immigrato
“Too much immigration, troppa immigrazione” e “foreign influence, un’influenza straniera” sono gli slogan che hanno risuonato durante la campagna elettorale in Sassonia-Anhalt. Dal 2015, anno della grande crisi migratoria nell’Est Europa, a oggi, il numero degli stranieri che si sono trasferiti in Sassonia-Anhalt è aumentato. Non è successo a tal punto da rendere il land uno dei più popolati da immigrati.
Stando alle statistiche del governo federale tedesco, infatti, il numero degli stranieri residenti in Sassonia-Anhalt supera di poco i 190 mila su una popolazione complessiva di due milioni. È pari al 9,06%. Nulla in confronto ai land della Nord Reno Westfalia o della Baden Wurttemberg, più ricche ed economicamente più dinamiche. L’essere stata una delle regioni della ex DDR ha lasciato delle cicatrici. Il passaggio da un regime basato su un modello economico collettivistico a uno liberale non è stato indolore per la popolazione. L’AFD è figlia anche della crisi dei liberal conservatori tedeschi.
la Germania di Angela Merkel
Nel 2010, iniziavano a elevarsi voci di dissenso contro una democrazia cristiana eccessivamente moderata. Durante il cancellierato di Angela Merkel, leader della CDU, Unione dei Cristiano Democratici, il partito arrivò, per la prima volta, a coalizzarsi con i Social Democratici SPD in tre dei suoi quattro governi.
Nel 2013 compare l’AFD. Diversi esponenti della CDU di Angela Merkel decisero di aderire alla piattaforma programmatica di Alternative fur Deutschland. Appariva sulla scena politica europea in sordina rispetto alla gravità della rottura nella destra liberale e della sempre più profonda crisi della SPD.
Era l’anno dell’ascesa dell’Euroscetticismo, dei populismi 2.0. Anche in Italia, il Movimento Cinque Stelle nelle retroguardie aveva raccolto consenso tra simpatizzanti della destra estrema. Nelle prime fila ruggiva contro la Casta e il Berlusconismo che in quegli anni rappresentava la destra liberale italiana al governo.
Era l’anno nero dell’economia europea, dopo la crisi economico finanziaria del 2008-2009. In Germania Angela Merkel continuava a parlare di integrazione europea, sulle spalle la crisi della Bundesbank, accusata di avere raccolto junk capitals che avrebbero contribuito all’indebitamento pubblico e alla bancarotta della Grecia, finita poi nella Troika. L’AFD cominciava a puntare il dito contro l’Europa unita.
la crisi migratoria del 2015
Nel 2015, la crisi migratoria partita dai confini turchi diede ad AFD un nuovo tema su cui confrontarsi duramente con i partiti al governo. La guerra civile in Siria e l’enorme numero di rifugiati provenienti dal Medio Oriente, che la maggior parte dei paesi europei non era pronto ad accogliere, spinsero Angela Merkel a far entrare in Germania oltre un milione di profughi. Adottò una decisione controcorrente rispetto alle posizioni tradizionalmente conservatrici, mentre era affiancata da una SPD, di fatto, latitante.
La scelta della Merkel alimentò la retorica del pericolo islamista che spinse AFD a sviluppare la proposta della re-migrazione. Conquistati i seggi nel 2024 contro la coalizione della CDU-CSU e SPD, l’AFD continua ad avanzare senza ottenere la maggioranza assoluta. Nessuno dei partiti tradizionali per il momento ha aperto all’ipotesi di un’alleanza con l’estrema destra grazie al divieto, noto come Brandmauer o Firewall, di cooperare con gli estremisti.
La vittoria del febbraio 2025 e ora del settembre 2026 in Sassonia Anhalt confermano comunque la rapida ascesa di AFD. Fa temere il peggio nei paesi europei dove nel 2027 si vota per il rinnovo dei parlamenti nazionali, Italia, Spagna e Francia.
tecnocrazia e autocrazie vogliono l’Europa debole
Con l’ascesa dei social media e dell’intelligenza artificiale, i partiti estremisti, come AFD, hanno trovato terreno fertile per comunicare al cittadino in modo disintermediato. Elon Musk, proprietario di X, aveva promesso investimenti in Sassonia-Anhalt nel settore automotive, poi andati in fumo a causa della crisi di Tesla. All’indomani dell’esito del voto si è congratulato pubblicamente con AFD.
Dopo Musk, anche Mosca si è complimentata con AFD. A raccontarlo, il ministro degli Affari Esteri finlandese, Elina Valtonen. È convinta che il risultato delle elezioni in Germania non sia attribuibile esclusivamente alla disinformazione, ma a un piano più ampio per mettere gli uni contro gli altri in Europa.
“Ben fatto”, la reazione di Musk seguita dal ringraziamento pubblico di Ulrich Siegmund, leader di AFD in Sassonia-Anhalt, che ha definito il miliardario americano un “visionario”.
Elon Musk è un importante punto di riferimento per i movimenti di estrema destra a livello globale, in Germania, Sud Africa, USA e UK. Musk ha speso milioni di dollari nella campagna elettorale di Donald Trump nel 2024. Non ha mai nascosto il suo entusiasmo per le politiche anti-immigrazione e la sua antipatia per le istituzioni democratiche. Nel 2025, Musk ha partecipato a un live con la leader di AFD, Alice Weidel, mentre ricopriva un posto di primo piano nell’amministrazione Trump.
il ruolo fondamentale di X e Tik Tok
Dal 2024, a oggi, AFD ha potuto contare su contenuti virali diffusi su X ma soprattutto su video che hanno catturato l’attenzione dei giovani e giovanissimi su Tik Tok. La proprietà ByteDance è cinese. Tik Tok sembra abbia giocato un ruolo fondamentale nella campagna elettorale di AFD. Ha influenzato le scelte di voto.
Non è possibile ancora dimostrare una correlazione diretta tra il successo di AFD in Germania e l’utilizzo della piattaforma social. Una cosa è certa. Rispetto agli altri partiti tradizionali che pure si appoggiano ai social media per la comunicazione di messaggi e contenuti, AFD compare circa nove volte in più proprio su Tik Tok con prodotti comunicativi a effetto. I principali fruitori sono giovanissimi della Gen Z.
Grazie a un approccio comunicativo estremamente polarizzante ma comunque netto, i contenuti di AFD sembrano aiutare i giovani elettori tedeschi a orientarsi meglio sul piano politico, più di quanto siano in grado oggi i partiti mainstream. Numerosi studi e analisi comparative in Germania stanno osservando il fenomeno della cd Politainment . Vede AFD precursore indiscusso. Punta a fare proseliti tra giovani e cittadini esausti e disorientati.
Pubblicato su chiaracolangelo90.substack.com
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