La grave vicenda di Rogoredo è solo un esempio di quanto noi dobbiamo al ruolo costituzionale della magistratura e anche ai poliziotti che stanno indagando su un loro collega, probabilmente responsabile di comportamenti criminali.

È proprio questo ruolo che il centrodestra non accetta. Difendono una visione di giustizia dura con i poveri e i deboli e reticente nei confronti dei potenti e dei colletti bianchi. Avviene in questa storia come in tante altre. 
Ne sono un esempio l’ingiusta deportazione in Albania, le campagne  pretestuose contro giudici che fanno solo il loro dovere. È il caso della vicenda totalmente falsa contro il giudice Morosini. Sono costanti i tentativi di imporre ai giudici il reato da comminare. È accaduto per i manifestanti di Torino. E tanti altri sarebbero gli esempi da portare. Non conta mai, nelle esternazioni dei ministri della maggioranza, il merito dei fatti reali.  

Per costoro conta solamente dimostrare sempre la stessa cosa. Sottolineano la negatività dell’azione giudiziaria, la necessità di uno scudo penale che garantisca in ogni caso l’impunità delle forze di polizia. Vorrebbero imporre ai giudici di collaborare con il governo. Questo sarebbe in spregio della divisione dei poteri, delle indagini, delle regole e dei diritti delle persone.

Far West americano

Nelle ultime settimane le esternazioni sono state sempre più aggressive. Lo stato ideale per molti di costoro sarebbe quello dell’attuale Far West americano. Prevede libertà di uccidere, arrestare anche minori, stato di violenza legittimato dal mandato concesso all’ICE, garantito dall’impunità e dall’uso della grazia presidenziali.

E questo rientra sicuramente nelle motivazioni che in Italia spingono i fautori del sì. A mio parere, però tali impostazioni vanno oltre il contenuto del referendum. Si tratta di una concezione, un modello di società autoritaria. Ha radici lontane ma rimane attuale. Ispira comportamenti, leggi sulla sicurezza, disuguaglianze di trattamento, ingiustizie per le minoranze, per gli uomini e le donne, più deboli, indifesi e emarginati.